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Varicella

  • Posted on Aprile 27, 2012 at 12:38 pm

Hai notato delle macchie rosse sul tuo bambino? Forse ha contratto la varicella.

La varicella è una malattia infettiva virale che si manifesta nei bambini, talvolta anche negli adulti. Ecco come riconoscere la varicella.

Come mi accorgo che il mio bambino ha la varicella?

I primi sintomi possono essere confusi con l’influenza.

La varicella è riconoscibile dopo circa 2 settimane perché compaiono delle papule che si trasformano in vescicole e successivamente in pustole e croste. Esse sorgono dapprima sul ventre e sulla schiena, poi si propagano sul viso e sugli arti.

Il prurito porterà a grattarsi creando la rottura delle croste con la conseguente creazione di cicatrici e possibili infezioni. Per tale motivo è consigliabile accorciare spesso le unghie del bambino.

Contagio da varicella

La varicella è contagiosa infatti il bambino affetto da varicella non deve stare a contatto con altri bambini che non sono stati vaccinati contro questa malattia. Il contagio può avvenire tramite uno starnuto che libera i microbi nell’aria oppure tramite il contatto con le vescicole rossastre.

Il contagio può avvenire a partire da 1 o 2 giorni prima dell’eruzione cutanea fino alla comparsa delle croste.

La varicella potrebbe creare qualche complicanza se si manifesta in bambini piccoli o che presentano immunodepressione. A parte questo non è una malattia grave.

Se si contrae la varicella durante la gravidanza, si possono registrare ripercussioni sul feto poiché il virus si trasmette al feto. Se invece la varicella si è avuta prima della gravidanza il bambino sarà protetto per i primi mesi della vita grazie all’immunità trasmessa dalla mamma tramite il latte materno.

Cosa fare per guarire dalla varicella

La varicella è una malattia che scompare da sola poco a poco. La somministrazione di farmaci antifebbrili aiutano ad ridurre i fastidi della febbre mentre gli antistaminici allevano il prurito.

Qualche curiosità in più sulla varicella…

Il virus della varicella una volta contratto rimane nel nostro organismo per tutta la vita senza dare alcun sintomo Negli adulti e anziani soggetti a immunodepressione può succedere che il virus si riattivi causando l’Herpes Zoster, detto anche Fuoco di Sant’Antonio.

Sclerosi Multipla

  • Posted on Aprile 27, 2012 at 12:32 pm

La sclerosi multipla è una delle malattie che colpiscono il sistema nervoso centrale provocando vari disturbi. La sclerosi multipla provoca delle patologie croniche nei soggetti a rischio.

Come capisco di aver contratto la sclerosi multipla?

La diagnosi della sclerosi multipla è molto difficile per i medici in quanto i sintomi presentati all’inizio della malattia possono essere confusi con altre patologie. Vi sono però tre metodi che aiutano a individuare la sclerosi multipla: Segno di Lhermitte, Segno di Babinski e Segno di Hoffmann, che consistono nell’osservare le reazioni del corpo a particolari azioni.

Esami specifici come l’imaging biomedico e la risonanza magnetica aiutano a individuare le zone soggette a demielinizzazione.

Cos’è la sclerosi multipla e da cosa è causata

Tecnicamente, la sclerosi multipla consiste in una demielinizzazione ossia nella riduzione di mielina, rivestimento dei neuroni. A causa di questo fenomeno la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi viene drasticamente ridotta.

Le cause che possono portare a contrarre la sclerosi multipla non sono del tutto chiare agli scienziati, infatti la sclerosi multipla è una delle patologie per le quali si investe molto nella ricerca. Tra le possibili cause sono stati individuati fattori ereditari poiché c’è un’alta possibilità di essere affetti da sclerosi multipla se è già successo a un parente entro il primo grado.

I soggetti a rischio sono quelli predisposti geneticamente ad essere attaccati da un virus che si insinua nell’organismo e raggiunge la mielina.

Quali sono i danni provocati dalla sclerosi multipla

La sclerosi multipla può provocare danni di vari tipi:

  • disturbi alla vista e al linguaggio;
  • problemi a mantenere l’equilibrio e a coordinare i movimenti;
  • spasticità;
  • vari dolori e affaticamento muscolare;
  • problemi a intestino e vescica;
  • problemi sessuali e psicologici.

Grazie a specifiche cure è possibile che alcuni di questi danni scompaiano, ma la sclerosi multipla è un tipo di patologia recidivante, per cui gli stessi sintomi potrebbero riverificarsi a distanza di anni.

Rosolia

  • Posted on Aprile 27, 2012 at 12:27 pm

Qualche giorno di febbre e macchie rosse sul viso che si espandono al resto del corpo: questi sono i segnali più evidenti della rosolia. Come si contrae la rosolia? Come si cura? È possibile prevenire la rosolia? Rispondiamo a tutte queste domande.

Come avviene il contagio del virus della rosolia

La rosolia è una malattia infettiva provocata dal contagio di un virus che si insinua nel corpo dei bambini e degli adulti. Per contrarre il virus basta respirare le goccioline che fuoriescono dal naso degli infetti.

Visto che il virus si deposita nell’organismo già 15 giorni prima che si manifesti con febbre e esantema, è molto difficile prevenire il contagio, se non si è stati resi immuni da un vaccino.

Caratteristiche della rosolia e cure

La rosolia può esser confusa con morbillo e altre malattie virali. Eppure è possibile riconoscerla esaminando le caratteristiche dell’esantema ossia l’eruzione cutanea. Infatti, dopo qualche giorno di febbre compaiono sulla pelle papule di colore rossastro.

L’esantema ha una durata media di 3-4 giorni. Di solito bisogna attendere il decorso della malattia, che può durare in tutto una settimana. In questo periodo il bambino deve essere isolato dagli altri per evitare il rischio di contagio.

Prevenzione della rosolia

La prevenzione della rosolia può esser fatta tramite un vaccino che inietta gli anticorpi nel nostro organismo. I periodi ideali per vaccinarsi contro la rosolia sono due: dopo i primi 12 mesi di vita del bambino e a 5-6 anni. Chi non è stato vaccinato può ricorrere al vaccino anche dopo la pubertà.

Complicanze della rosolia: la gravidanza

Chi ha intenzione di avere una gravidanza deve essere assolutamente certa essere immune alla rosolia. Se si contrae il virus durante la gravidanza, c’è l’alta probabilità che il feto venga contagiato e che il bambino nasca conla Sindromedella rosolia congenita (src). La rosolia congenita è una malattia che provoca vari disturbi: ritardo mentale, problemi alla vista e all’udito e malformazioni cardiache.

Come comportarsi? Il rubeotest serve proprio a individuare l’eventuale immunità nella futura madre. In assenza di immunità, bisognerà sottoporsi al vaccino e non cercare una gravidanza per un mese almeno.

Autismo

  • Posted on Aprile 18, 2012 at 8:38 am

Si è da pochi giorni celebrata la Giornata mondiale dell’autismo, con eventi che in tutto il mondo hanno voluto rinnovare l’invito a una maggiore attenzione e impegno della comunità internazionale e delle istituzioni nei confronti di questo disturbo, che solo negli ultimi due anni ha visto un incremento del 20% sulla popolazione mondiale.

L’autismo è considerato un disturbo delle funzioni cerebrali che si manifesta in linea generale con una scarsa integrazione sociale e ridotte attività comunicative; poiché però le manifestazioni di questo disturbo sono molto varie, la comunità scientifica ritiene più opportuno parlare di Disturbi, al plurale, dello spettro autistico (DSA), che rientrano nei disordini generalizzati (o pervasivi) dello sviluppo. Le cause sono ancora oggetto di indagine scientifica, ma sembrerebbe che all’origine dell’autismo ci sia una commistione di fattori genetici e ambientali. Sono stati identificati alcuni fattori di rischio in possibili anomalie metaboliche e genetiche, familiarità del disturbo autistico o di altri disordini generalizzati dello sviluppo, nascite premature, in particolare se il bambino è particolarmente sottopeso. Infine, è sotto valutazione il ruolo della carenza di vitamina D in gravidanza quale altro ipotetico fattore di rischio.

L’autismo colpisce i maschi molto più frequentemente delle femmine, manifestandosi nella maggior parte dei casi entro i 3 anni di vita.

La diagnosi può avvenire attraverso la presenza di un certo numero di indicatori comportamentali relativi a specifiche aree dello sviluppo, che vengono sostanzialmente riassunti nella cosiddetta triade del comportamento autistico riguardante le sfere dell’interazione sociale, della comunicazione e del repertorio di interessi e attività:

  • l’interazione sociale è estremamente ridotta da un’apparente carenza di interesse verso gli altri, con tendenza a isolamento e chiusura sociale, e da un’indifferenza emotiva agli stimoli controbilanciata da una ipereccitabilità agli stessi; la persona autistica presenta inoltre difficoltà a instaurare un contatto visivo diretto con le altre persone e a rispettare i turni di una comunicazione nonché a rispondere alle domande che gli vengono rivolte, nemmeno se viene chiamata per nome, tanto che molti bambini cui è stato diagnosticato l’autismo sono stati sottoposti in una prima fase a test uditivi per sospetta sordità;
  • sul piano della comunicazione verbale e non verbale, questa è totalmente assente o molto limitata nel 50% delle persone con autismo, che anche se in grado di utilizzare il linguaggio si esprimono con forme di ecolalia (ripetizione di parole, suoni o frasi pronunciate da altri), presentando difficoltà a rielaborare i nuovi elementi comunicativi impiegandoli in situazioni diverse da quelle del contesto in cui sono stati appresi;
  • il repertorio di interessi e attività è solitamente limitato ad alcuni oggetti in particolare, ripetitivo e stereotipato, così come limitato è il repertorio delle attitudini comportamentali, fatto di posture o sequenze di movimenti ripetute in modo ossessivo. Inoltre i cambiamenti, quelli grandi così come anche il semplice spostamento di un oggetto dalla sua tradizionale posizione, possono diventare fonte di disagio, di ansia o addirittura di fobia; anche il disordine e gli oggetti riposti male possono essere fonti di disagio e inquietudine, al punto da portare la persona autistica a crisi di pianto o di forte riso e a autolesionismo e aggressività verso gli altri o gli oggetti, oppure, al contrario, a chiudersi passivamente in una bolla di impermeabilità agli stimoli esterni.

Questi blocchi comunicativi, relazionali e sociali in alcune persone autistiche sono compensati da alcune capacità mentali fuori dall’ordinario, che possono andare dalla riproduzione fedele di immagini su una tela a una sviluppata sensibilità musicale, da un’eccezionale memoria audio-visiva alla capacità di fare calcoli matematici molto complessi a velocità record.

C’è inoltre da tenere presente che i sintomi dell’autismo e la loro gravità cambiano molto da persona a persona e comunque questi, se è presente il linguaggio verbale e se viene adottata precocemente una terapia adeguata, migliorano con l’età; bisogna però tenere presente che è molto rara la remissione completa dei sintomi.

La diagnosi precoce e l’altrettanto precoce avvio di una terapia continua e di qualità, che preveda il coinvolgimento dei genitori e la scelta di obiettivi intermedi e di strategie a lungo termine da controllare e verificare durante il percorso, saranno fondamentali per offrire il più ampio supporto al bambino e ai suoi familiari.

Artrosi

  • Posted on Aprile 18, 2012 at 8:35 am

L’artrosi è una malattia reumatica cronica, degenerativa e progressiva, molto diffusa, che colpisce le articolazioni. Può colpire indistintamente sia uomini che donne, con una particolare incidenza sulle persone anziane.

Il processo degenerativo dell’artrosi colpisce prevalentemente l’anca, la colonna vertebrale, le dita delle mani e dei piedi e le ginocchia, agendo su più livelli, a carico di cartilagini, osso subcondrale e inserzioni tendinee, nel momento in cui questi non riescono più a sostenere le sollecitazioni cui vengono sottoposte con i normali movimenti articolari; la possibile complicazione è un’infiammazione delle strutture articolari e una tumefazione con versamento di liquido.

In base alle cause dell’artrosi questa viene distinta in artrosi primaria e artrosi secondaria. L’artrosi di tipo primario è verosimilmente legata a fattori di tipo genetico, per cui può comparire in caso di familiarità con la malattia, l’artrosi secondaria è invece legata a fattori di tipo locale e traumatico: traumi, artriti, obesità, malformazioni degli arti inferiori, attività lavorativa usurante per gli arti.

Il dolore è il sintomo più frequente dell’artrosi: solitamente viene accentuato dal movimento e si riduce con il riposo, ma in stadi più avanzati della malattia le articolazioni possono dolere anche durante il riposo; può inoltre verificarsi una limitazione funzionale e una temporanea sensazione di rigidità, in particolare dopo un riposo prolungato come quello notturno, che si risolve normalmente dopo una mezzoretta dall’inizio delle normali attività motorie.

Sulle mani possono presentarsi anche delle deformazioni nodulari a livello delle falangi. Nell’artrite che colpisce le donne in età pre-menopausa, chiamata artrite erosiva, possono esserci delle serie difficoltà articolatorie fino a raggiungere un’irrecuperabile compromissione delle normali funzioni delle articolazioni.

Sebbene non sia stato scientificamente provato un nesso fra i dolori artrosici e condizioni climatiche, molte persone colpite da artrosi riscontrano un accentuazione dei dolori con gli sbalzi di temperatura e in ambienti umidi e freddi; caldo e secco sarebbero invece fonte di giovamento.

Una diagnosi precoce dell’artrosi è molto difficile perché i sintomi dolorosi non compaiono prima che le lesioni siano già a un discreto livello di degenerazione.

Per diagnosticare l’artrosi occorrerà un’accurata visita media accompagnata da un esame radiografico che permettano di escludere malattie reumatiche di altro tipo.

Le terapie in caso di artrosi sono costituite principalmente dalla fisioterapia e dalle terapie riabilitative, a cui si possono eventualmente aggiungere farmaci antinfiammatori non steroidei ad azione analgesica, condroprotettori che rallentino i processi degenerativi stimolando invece quelli riparativi delle cartilagini e infiltrazioni intrarticolari. Per la  fisioterapia è particolarmente indicato un ambiente termale, ma in seguito alle indicazioni del proprio fisioterapista, i movimenti possono (e anzi dovranno) essere riprodotti anche in autonomia; il mare in questo caso offre un ambiente ideale perché i movimenti effettuati in acqua sono molto meno traumatici per le articolazioni. Il fisioterapista sarà inoltre fondamentale oltre che nell’educare ai movimenti più adatti anche per individuare quelli inadatti, scorretti, che potrebbero essere potenzialmente lesivi.

Numerosi interessanti articoli sugli esercizi utili per chi soffre di artrosi si possono trovare sul sito dell’American College of Rheumatology.

Sinusite

  • Posted on Aprile 18, 2012 at 8:31 am

La sinusite è un’infiammazione acuta, cronica o ricorrente, delle mucose dei seni paranasali, le cavità piene d’aria inserite nello scheletro del cranio che sono in comunicazione con le fosse nasali attraverso piccoli condotti, gli osti, attraverso i quali il muco prodotto dalla mucosa che riveste i seni passa nel naso.

Quando la mucosa dei seni paranasali si infiamma (per un raffreddore, una rinite virale, allergica, batterica, fungina; più raramente per un’infezione dell’arcata dentaria superiore) aumenta di volume, restringendo così gli osti di comunicazione; a causa di questo all’interno dei seni si ha un ristagno di muco, e i batteri giunti dalle cavità nasali o dalla cavità orofaringea proliferano, aggiungendo all’infiammazione un’infezione.

La sinusite acuta non dura più di due o tre settimane, mentre quella cronica può protrarsi anche per alcuni mesi; diventa ricorrente se in un anno si presentano più di tre recidive.

I sintomi principali sono dolore e pressione (particolarmente forti nelle forme acute) sulla zona del volto interessata dall’infiammazione, che può essere accompagnata anche da cefalea, febbre, rinorrea, tosse grassa e, se l’infiammazione è provocata dall’infezione dell’arcata dentaria superiore, da mal di denti. Nelle forme croniche i sintomi sono meno violenti e sono accompagnati da frequenti raffreddori, difficoltà nel respiro e nell’olfatto, e saltuari periodi di scolo di muco dal naso.

La sinusite può essere diagnosticata attraverso una visita otorinolaringoiatrica con videoendoscopia nasale, un esame colturale del muco nasale, una Tac del massiccio facciale senza contrasto, una risonanza magnetica del massiccio facciale con contrasto, accertamenti allergologici; questi esami possono essere alternativi o complementari.

Le forme più gravi di sinusite acuta possono essere curate con terapia antibiotica per una settimana/dieci giorni; la terapia sarà più efficace se attraverso un esame colturale del muco nasale si è riusciti a risalire al tipo di batterio causa dell’infezione. Agli antibiotici si possono affiancare antinfiammatori e cortisone.

Forme più leggere si possono invece curare naturalmente con rimedi erboristici e fitoterapici: molto efficaci sono i suffumigi fatti inalando acqua bollente a cui si saranno aggiunte alcune gocce di olii essenziali. Il più efficace contro la sinusite è senz’altro l’olio essenziale di eucalipto, ma sono piuttosto efficaci anche quello di timo bianco, di rosmarino, di pino silvestre, di mirto e di lavanda; l’erborista saprà consigliare al meglio suggerendo anche mix di olii essenziali in cui unire varie proprietà balsamiche, lenitive, fluidificanti, espettoranti e antisettiche. È poi importante bere molto: le tisane di liquirizia, finocchio, piantaggine, salvia, anice hanno notevoli proprietà balsamiche, alle quali si possono unire le qualità espettoranti del miele da preferire allo zucchero come dolcificante per la tisana. A questo si possono aggiungere terapie termali casalinghe fatte con un apparecchio per aerosol, che si può comprare o anche noleggiare in farmacia, e preparazioni e acque termali acquistabili anche queste in farmacia. L’acqua di mare inoltre è molto indicata per curare le sinusiti e alleviarne i sintomi (purché l’acqua sia davvero pulita). Per dare sollievo ai dolori provocati dalle sinusiti acute è molto efficace il tea tree oil, da spalmare direttamente sulle parti del viso doloranti, da massaggiare delicatamente per almeno un minuto.

Nelle forme croniche che non necessitino di soluzione chirurgica la terapia si basa su antibiotici, immunostimolanti, antistaminici, spray ad uso topico, lavaggi nasali con soluzioni idrosaline, aerosol. La soluzione più indicata sarebbe un’assidua e periodica terapia termale che coniughi gli aerosol a inalazioni e irrigazioni nasali, ma con apposita strumentazione e preparazioni di acque termali appositamente indicate, è possibile fare questa terapia anche a casa. Qualora le terapie antibiotiche non si rivelassero efficaci, sarà necessario un intervento chirurgico che rimuova dai seni paranasali il materiale purulento, ripristini il corretto drenaggio e migliori la ventilazione.