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Dieta a zona

  • Posted on Maggio 30, 2012 at 10:22 am

Il metodo alimentare zona, conosciuto come Dieta a Zona, nasce negli Stati Uniti negli anni ’90 per idea di Barry Sears: egli era convinto che organizzare in cibo per determinate aree (o zone) fosse efficace al fine di mantenere e asciugare la propria linea, grazie all’azione dei particolari componenti alimentari che, combinati insieme, permettono lo smaltimento dei grassi.

La Dieta a Zona si basa sulla formula 40-30-30, ovvero la composizione dei cibi che si dovrebbe assumere giornalmente è costituita dal 40% di carboidrati, il 30% da proteine e il rimanente 30% da lipidi: in tal modo è possibile controllare i valori glicemici e del colesterolo. Uno dei principali punti di forza della Dieta a Zona è rappresentato infatti dalla possibilità di tenere sotto controllo i livelli insulinici  tramite l’accostamento dei protidi e lipidi con i carboidrati, al fine di migliorare la propria salute psico-fisica.

Nel corso della Dieta a Zona è opportuno fare spuntini ogni 5 ore, privilegiando gli ortaggi, la frutta fresca e le proteine magre e salutari, limitando invece i carboidrati e i cereali e rispettando sempre la formula 40-30-30. I dolci, gli alcolici e i fritti invece rientrano nella categoria dei cibi proibiti e, pertanto, è consigliato non assumerli al fine di rispettare e consentire il corretto andamento della Dieta.

La Dieta a Zona si basa sul calcolo della percentuale massa magra, il quale può essere eseguito anche in autonomia sottraendo la percentuale di grasso corporeo al proprio peso: attraverso tale formula è possibile inoltre conoscere la quota proteica attraverso gli indici di attività fisica, al fine di valutare le percentuali necessarie dei vari alimenti da assumere per il fabbisogno giornaliero.

La Dieta a Zona non ha particolari controindicazioni: coloro che però desiderano intraprendere tale regime alimentare è necessario che consultino preventivamente il proprio medico, al fine di conoscere il proprio stato di salute e consentire un monitoraggio periodico, così che la Dieta a Zona possa apportare i propri benefici senza andare a incidere sulle funzionalità vitali della persona.