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Autismo

  • Posted on Aprile 18, 2012 at 8:38 am

Si è da pochi giorni celebrata la Giornata mondiale dell’autismo, con eventi che in tutto il mondo hanno voluto rinnovare l’invito a una maggiore attenzione e impegno della comunità internazionale e delle istituzioni nei confronti di questo disturbo, che solo negli ultimi due anni ha visto un incremento del 20% sulla popolazione mondiale.

L’autismo è considerato un disturbo delle funzioni cerebrali che si manifesta in linea generale con una scarsa integrazione sociale e ridotte attività comunicative; poiché però le manifestazioni di questo disturbo sono molto varie, la comunità scientifica ritiene più opportuno parlare di Disturbi, al plurale, dello spettro autistico (DSA), che rientrano nei disordini generalizzati (o pervasivi) dello sviluppo. Le cause sono ancora oggetto di indagine scientifica, ma sembrerebbe che all’origine dell’autismo ci sia una commistione di fattori genetici e ambientali. Sono stati identificati alcuni fattori di rischio in possibili anomalie metaboliche e genetiche, familiarità del disturbo autistico o di altri disordini generalizzati dello sviluppo, nascite premature, in particolare se il bambino è particolarmente sottopeso. Infine, è sotto valutazione il ruolo della carenza di vitamina D in gravidanza quale altro ipotetico fattore di rischio.

L’autismo colpisce i maschi molto più frequentemente delle femmine, manifestandosi nella maggior parte dei casi entro i 3 anni di vita.

La diagnosi può avvenire attraverso la presenza di un certo numero di indicatori comportamentali relativi a specifiche aree dello sviluppo, che vengono sostanzialmente riassunti nella cosiddetta triade del comportamento autistico riguardante le sfere dell’interazione sociale, della comunicazione e del repertorio di interessi e attività:

  • l’interazione sociale è estremamente ridotta da un’apparente carenza di interesse verso gli altri, con tendenza a isolamento e chiusura sociale, e da un’indifferenza emotiva agli stimoli controbilanciata da una ipereccitabilità agli stessi; la persona autistica presenta inoltre difficoltà a instaurare un contatto visivo diretto con le altre persone e a rispettare i turni di una comunicazione nonché a rispondere alle domande che gli vengono rivolte, nemmeno se viene chiamata per nome, tanto che molti bambini cui è stato diagnosticato l’autismo sono stati sottoposti in una prima fase a test uditivi per sospetta sordità;
  • sul piano della comunicazione verbale e non verbale, questa è totalmente assente o molto limitata nel 50% delle persone con autismo, che anche se in grado di utilizzare il linguaggio si esprimono con forme di ecolalia (ripetizione di parole, suoni o frasi pronunciate da altri), presentando difficoltà a rielaborare i nuovi elementi comunicativi impiegandoli in situazioni diverse da quelle del contesto in cui sono stati appresi;
  • il repertorio di interessi e attività è solitamente limitato ad alcuni oggetti in particolare, ripetitivo e stereotipato, così come limitato è il repertorio delle attitudini comportamentali, fatto di posture o sequenze di movimenti ripetute in modo ossessivo. Inoltre i cambiamenti, quelli grandi così come anche il semplice spostamento di un oggetto dalla sua tradizionale posizione, possono diventare fonte di disagio, di ansia o addirittura di fobia; anche il disordine e gli oggetti riposti male possono essere fonti di disagio e inquietudine, al punto da portare la persona autistica a crisi di pianto o di forte riso e a autolesionismo e aggressività verso gli altri o gli oggetti, oppure, al contrario, a chiudersi passivamente in una bolla di impermeabilità agli stimoli esterni.

Questi blocchi comunicativi, relazionali e sociali in alcune persone autistiche sono compensati da alcune capacità mentali fuori dall’ordinario, che possono andare dalla riproduzione fedele di immagini su una tela a una sviluppata sensibilità musicale, da un’eccezionale memoria audio-visiva alla capacità di fare calcoli matematici molto complessi a velocità record.

C’è inoltre da tenere presente che i sintomi dell’autismo e la loro gravità cambiano molto da persona a persona e comunque questi, se è presente il linguaggio verbale e se viene adottata precocemente una terapia adeguata, migliorano con l’età; bisogna però tenere presente che è molto rara la remissione completa dei sintomi.

La diagnosi precoce e l’altrettanto precoce avvio di una terapia continua e di qualità, che preveda il coinvolgimento dei genitori e la scelta di obiettivi intermedi e di strategie a lungo termine da controllare e verificare durante il percorso, saranno fondamentali per offrire il più ampio supporto al bambino e ai suoi familiari.